Nel Marzo 2022 è iniziato l’intervento di ristrutturazione generale dell’Ospizio Salesiano del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, il 18° rione di Roma. Situato a lato della Stazione Termini e com’è dato aspettarsi da un edificio storico della capitale, questo centralissimo Convento porta in sé la sua fetta di storicità religiosa, sociale e architettonica; basti pensare che l’ingresso carrabile di via Marsala accoglie i visitatori con gli ultimi sanpietrini lignei rimasti nella pavimentazione di tutta Roma! Calpestando il legno delle foreste argentine da cui provengono si evocano il rispetto e la fraternità che ne ispirarono il dono a inizio ‘900.

La nascita stessa dell’edificio fu frutto dello sforzo amorevole di Don Giovanni Bosco quando, nel 1880, su indicazione del Pontefice Leone XIII gli fu data in carico la gestione dei lavori dell’allora costruenda Chiesa del Sacro Cuore. L’opera era diretta dell’architetto Francesco Vespignani, nominato reggente dell’Accademia dei Virtuosi del Pantheon, e richiedeva ingenti finanziamenti. Don Bosco accettò l’incarico a condizione di poter costruire, adiacente alla chiesa, un ospizio che potesse aiutare i molti ragazzini bisognosi a studiare, avere una casa e imparare un mestiere.
Accettate le sue condizioni Don Bosco si attivò e, dopo lunghe trattative con la Banca Tiberina, riusci ad acquistare il terreno attiguo alla chiesa e ad avviare il progetto di costruzione del grande complesso dell’Istituto Salesiano. Dopo soli due anni le prime classi elementari vennero inauguarate e così cominciò quella per molti anni sarebbe stata un’opera di beneficio ai molti.
All’epoca della sua massima espansione la struttura ospitava 400 giovani, i quali potevano frequentare le scuole di arti tipografiche, di legatoria, falegnameria, calzoleria e sartoria. Attualmente l’edificio è stato riadattato nelle sue funzioni, trasformandolo nella nuova Curia Generalizia dell’ordine Salesiano.
Il vasto cortile interno del complesso, a pianta quadrangolare, sviluppa su tre lati un porticato di colonne doriche in granito, mentre la facciata esterna è caratterizzata da lesene ioniche al piano terra e corinzie al primo piano. Sia esternamente che internamente le finestre del primo piano sono architravate, mentre quelle al piano superiore hanno semplici cornici.

Nel piano di ristrutturazione generale di un edificio come questo va tenuto ben presente che solo i materiali a calce naturale e reagenti naturali sono in grado di rispettare a fondo i leganti e le malte che costituiscono l’allettamento delle muratura storiche, poiché non richiedono pretrattamenti con antisolfati e antinitrati. Il betoncino consolidante MGN, a base di calce idraulica naturale e pozzolana, è stato applicato nella fase di consolidamento superficale, in quanto propriamente adatto per muratore in mattoni, pietra o miste e non aggressivo per il loro equilibrio fisico. Questa malta di consolidamento ha bassa elasticità e elevata adesività; la particolare porosità e resistenza ai sali la rendono traspirante e dunque adatta tanto al consolidamento di murature dissestate quanto al risanamento in condizioni particolarmente umide.
L’intera area sotterranea era soggetta a forti infiltrazioni d’acqua: tale era il flusso d’acqua da impedire la presa del materiale! Non potendo intervenire dall’esterno a motivo della posizione della struttura è stato necessario attendere un abbassamento della falda per permettere la presa dei materiali. Preparata dunque la muratura si è proceduto alla stesura del betoncino consolidante MGN sino allo spessore ritenuto necessario dalla direzione dei lavori.


A betoncino maturato, l’intonacatura di fondo è stata realizzata tramite la stesura di rinzaffo controspinta MGN e cocciopesto deumidificante MGN. Questa composizione, il sistema deumidificante MGN, è stato messo a punto grazie alla fusione delle metodologie storiche degli artigiani veneziani, e applicate nei cantieri di Venezia a partire dagli anni ’80. E quale ambiente migliore di questo, potremmo dire, per verificare le soluzioni al problema di umidità nelle murature, di risalita capillare e di aggressione salina estreme?
Il sistema deumidificante rende possibile una continua evaporazione dell’acqua presente nella muratura grazie alla struttura porosa del rinzaffo controspinta MGN, anch’esso a base di pozzolana naturale, che regola il passaggio del vapore e trattiene i sali in soluzione all’interno della muratura; in concomitanza al cocciopesto deumidificante MGN funge da barriera per le eventuali spinte d’acqua nonché risalita capillare.



Lavori effettuati dalla ditta CARDIN. I prodotti MGN sono stati utilizzati per tutta la parte interrata, ove acqua entrava dalle pareti.






















